| Circolazione non monetaria di beni e servizi |
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Car@ soc@,
come avrete letto nell'ultimo Maginforma, durante le ultime due assemblee (di luglio e di ottobre) abbiamo cominciato a ragionare insieme su un'altra delle azioni del progetto mutualità che intendiamo sperimentare: la circolazione non monetaria di beni e servizi.
L'obiettivo è ambizioso ovvero è quello di provare ad ampliare le reti che già utilizziamo quotidianamente per rispondere ai nostri bisogni. Ci piacerebbe vedere se per rispondere a questi bisogni dopo aver pensato e cercato tra chi ci è più vicino (amici, parenti, etc), potremmo pensare ai 1300 soci della Mag. Questo potrebbe avvenire attraverso due modalità (che abbiamo previsto nel progetto): la circolazione nonmonetaria di beni e servizi e la rete economica a prezzo agevolato. Vorremmo che chi lo desideri, possa ricorrere al canale tradizionale del mercato, solo come ultima scelta. Come primo passo vorremmo provare a esplorare ciò di cui abbiamo bisogno e ciò che siamo disponibili a mettere a disposizione degli altri soci@.
Nel fare questo, come ci ha suggerito la nostra socia Letizia, ci piacerebbe che ognun@ provasse a uscire dalla "routine" pensando non solo a quello che fa di solito, ma anche per ricordarsi cose - che si sapevano o si sanno fare e che non si fanno più, e che potrebbero essere utili a qualcuno!
Allo stesso tempo, vi proponiamo di pensare a ciò che già avviene nella nostra quotidianità a proposito di circolazione di beni, saperi, disponibilità, mutuo sostegno, per capire se sia possibile allargare queste pratiche a tutta la rete mag6, oltrepassando i piccoli ambiti relazionali nei quali ciò avviene.
Tutto questo pensiamo sia possibile innescarlo attraverso momenti di incontro fisico e di conoscenza diretta tra le persone, senza il quale la comunicazione informatica è del tutto insufficiente. Lo abbiamo sperimentato molte volte, anche alla festa della REPA il 14 maggio e al laboratorio sul denaro dell’11 giugno (realizzato nell’ambito della formazione gratuita del progetto mutualità per le persone socie), durante il quale hanno iniziato a circolare idee e desiderio di realizzarle, facilitati dal trascorrere insieme un tempo condiviso in cui coniugare ciò che si pensa a ciò che si fa insieme.
A proposito di incontro fisico e diretto tra persone, che permetta anche di creare avvicinamenti e conoscenza e sinergie reali, laddove e con chi lo si desideri e lo si ritenga possibile, abbiamo pensato di proporvi un incontro, cui potremmo dare il titolo “il kit del ciappinaro”. Si tratta, nell’ottica dell’autogestione e della circolazione dei saperi, di apprendere, insieme a persone che ci metteranno a disposizione il loro saper fare, l’uso di strumenti e tecniche che ci permettano di svolgere, senza ricorrere a specialisti, piccole riparazioni e lavori domestici.
Un altro aspetto che ci sembra importante comunicare è che non abbiamo pre-stabilito un modello per la circolazione non monetaria di beni e servizi: abbiamo immaginato che la misura e le modalità di questa circolazione saranno determinate in ogni singola relazione, nella libertà di decidere cosa, come, con quali criteri, se darsi o non darsi regole. Vorremmo evitare che ci si senta costretti in alcun modo, anche solo emotivo, a non darsi regole e a non definire i termini della circolazione quando invece, magari per scarsa conoscenza dell’altro o per qualsiasi altro motivo, se ne senta il bisogno. Vorremmo al tempo stesso evitare che, chi non ne abbia necessità, sia costretto a darsi regole che non sente adeguate al proprio modo di vivere questa circolazione.
Parliamo di circolazione e non più di scambio, perché vorremmo fosse chiaro che non stiamo parlando di baratto, né di scambio immediato (io do una cosa a te e tu ne dai una a me), né di qualcosa che elimini il denaro sostituendolo con un’altra unità di misura.
Proporre circolazione e non scambio, significa non costringere una pratica, che vorremmo facilitasse la creatività e le relazioni, a diventare invece un meccanismo: le pratiche incidono sui processi, sulle strutture e spingono ad inventare altro mentre, ci sembra, i meccanismi rischiano di creare delle abitudini che possono fermarsi alla loro immediata strumentalità.
Immaginiamo lo scambio del tempo o le monete locali/sociali come complementari a ciò che stiamo proponendo, proprio nell’ottica della ricerca di tutte le pratiche e i modi possibili che facilitino una nostra emancipazione dal mercato tradizionale e dall’uso del denaro.
Per provare a realizzare tutto questo ecco alcune domande a cui vi chiediamo di rispondere.
Pensando alla rete dei 1300 soci/e della Mag…
Nel rispondere ti invitiamo a dare spazio all'immaginazione...e a non considerare il “problema della distanza geografica” che cercheremo di affrontare insieme in un secondo momento!
Per dubbi o chiarimenti e per inviare le risposte potete contattare Chiara inviando una mail a
chiara @mag6.it oppure telefonando in sede allo 0522 454832.
Grazie!
Reggio Emilia, 27 ottobre 2011 |
