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MAG...INFORMA

PERIODICO DI MAG 6

Via Vittorangeli 7/c-d 42100 Reggio Emilia

Tel/fax 0522-454832

e-mail mag6@comune.re.it sito web www.mag6.it

n.2 maggio 2002

IN QUESTO NUMERO


____________________________________________________________________

CONVOCAZIONE DI ASSEMBLEA ORDINARIA DEI SOCI E DELLE SOCIE DELLA COOPERATIVA MAG 6

(aperta a tutti gli interessati)

E' indetta un'Assemblea dei Soci in prima convocazione per Venerdì 21 giugno 2002 alle ore 7,00 e in seconda convocazione

SABATO 22 – DOMENICA 23 GIUGNO 2002

L'Assemblea avrà luogo presso l’Azienda Agricola Carla Coriani – Via Giardino, 370 – 41010 Riccò (MO) tel./fax 0536.957289. Come arrivare: da Modena prendere la nuova Estense in direzione di Maranello-Pavullo-Abetone; in località Torre Maina lasciare la statale girando a sinistra e seguire le indicazioni Puianello; superare Puianello e dopo a circa 3 km girare destra in Via Valle Fredda. Proseguire fino ad un trivio, dove dovete girare a sinistra in Via Giardino (qui troverete comunque un cartello MAG6).

Riproponiamo l’assemblea estiva nella formula su due giorni perché ci piacerebbe che fosse anche un bel momento d’incontro conviviale tra i soci e le socie; aiutati dall’arrivo dell’estate, dalla frescura delle colline modenesi, dall’ospitalità e cordialità di Carlotta che conosciamo da tanti anni, crediamo possa funzionare.

Ecco pertanto il programma dell'Assemblea.

Sabato 22 giugno

16,00 – 19,30 1. Presentazione e votazione del regolamento per i soci lavoratori

2. Valutazione esperienza Casse di Mutuo Soccorso

3. Aggiornamento sull’esperienza del Fondo Etico della Comunita’ di Base Le Piagge

4. Nuova organizzazione interna

5. Varie ed eventuali

Ceneremo assieme (speriamo all’aperto) e per concludere la serata stiamo organizzando uno piccolo spettacolo di musica popolare con Giovanni Tufano e i suoi amici

Domenica 23 giugno

09,30-13,00 1. Esperienza del laboratorio sul denaro nato attorno al libro "MAG4 e MAG6"

2. Presentazione prestiti sociali

(Martinelli Gabriele di Castiadas – CA, Associazione Lilliput di Firenze, Libreria La Pergamena di Oristano, Paolo Bernardi di Pettinengo –BI, La Clessidra di Carpi – MO, Circolo Arci Gay Il Cassero di Bologna)

3. Varie ed eventuali

13,30-15,30 Pranzo a sorpresa organizzato da Carlotta Coriani a base di prodotti biologici

L’Azienda Agricola di Carlotta partecipa al programma "Feste sull’Aia" proposto dall’Associazione delle Fattorie Aperte e Didattiche della provincia di Modena. Domenica possiamo prolungare la nostra permanenza partecipando alla Festa del Solstizio d’Estate

Domenica nel pomeriggio preparazione e cottura nel forno a legna del pane che ognuno potrà caratterizzare con erbe, fiori o spezie; la sera cena e condivisione del pane; a mezzanotte al chiaror della luna ci bagneremo viso, mani e piedi con la rugiada di San Giovanni, per accogliere l’estate in arrivo, propiziarci la salute e tenere lontano i malanni.
 
 

NOTE TECNICHE IMPORTANTI Servizio Baby sitter funzionerà solo su prenotazione.

Costi: Euro 15 per la cena del sabato e Euro 15 per il pranzo di domenica, Euro 25 formula cena + pranzo

Festa del Solstizio d’Estate: la partecipazione al laboratorio del pane organizzato da Carlotta sara’ gratuito per i soci Mag6; la cena euro 15,50 escluso vino

Per baby sitter euro 5

Ospitalità: l’assemblea si svolgerà a fine giugno pertanto può essere un’occasione anche per trascorrere un fine settimana nelle colline modenesi appoggiandosi ad agriturismi locali. Queste sono le diverse opportunità che abbiamo potuto verificare:

Vicino all’azienda di Carlotta l’agriturismo "La Bizentina" offre la possibilità di pernottamento a euro 20 a persona + euro 5 per la prima colazione; può ospitare fino a 10 persone e si è reso disponibile a rivedere un po’ la sua tariffa se qualcuno sarà interessato. Per informazioni rivolgersi direttamente a Carlotta tel. 0536.957289.

A Torre Maina a circa dieci minuti di macchina c’è la possibilità di pernottare da un altro nostro socio finanziato Nicola Casiello dell’agriturismo "Il Luoghetto". Può ospitare fino a 8 persone e il costo è di euro 35 a camera. Per informazioni chiamate direttamente Nicola tel. 0536.943684

Più spartanamente Carlotta offre la possibilità di piantare tende da campeggio sul suo terreno senza alcun costo: in questo caso sarà possibile utilizzare i servizi della struttura. Per questa soluzione è meglio avvisare prima Carlotta.

Per i/le soci/e che verranno da lontano e non si organizzano direttamente con le indicazioni che abbiamo cercato di dare, siamo disponibili ad aiutarvi: pertanto fateci sapere al più presto telefonando presso la sede MAG 6.

Per evitare che ci siano soci esclusi per problemi economici, ogni partecipante, come consuetudine, darà liberamente il rimborso che può permettersi sia per i pasti che per il servizio di baby-sitter.

Chi vuole partire da Reggio Emilia ottimizzando gli spostamenti in macchina o a bisogno di un passaggio telefoni in mag: cercheremo di organizzarci.

OCCORRE PRENOTARE ENTRO IL GIORNO 17/06/02 SPECIFICANDO: PASTI, NECESSITA’ DI ESSERE OSPITATI E BABY SITTER, TELEFONANDO ALLA SEDE MAG 6 - TEL/FAX 0522/454832
 
 

" ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------"
 
Spett.le Coop. MAG 6 s.c.r.l.
Via Vittorangeli 7/cd 42100 Reggio Emilia
ATTO DI DELEGA
Trovandomi nell’impossibilità di partecipare all’Assemblea dei Soci e delle Socie per il giorno _________ giugno 2002, Vi comunico di aver delegato il/la Socio/a: 
Sig./Sig.ra ...................................................................................................................... a rappresentarmi alla stessa con ogni mia facoltà.
Il Socio/La Socia
 
.................................., lì ..................................... ...........................................……………………………
 
N.B. Ciascun Socio non potrà ricevere più di cinque deleghe da altri Soci (art. 2534 C.C.). Non si può delegare un componente del Consiglio di Amministrazione o un Sindaco Effettivo.

 
 
 
 
 

Aggiornamento annuale sull’esperienza della cassa di mutuo soccorso

Come ogni anno, vi presento una breve valutazione dell’andamento delle casse di mutuo soccorso, utile per stimolare un effervescente confronto in assemblea.

Qui di seguito trovate una scheda riassuntiva delle principali informazioni necessarie: come potete notare, l’interesse non si pone tanto su eventuali difficoltà di rientro (ci sono problemi sostanziali solo su un prestito, mentre per Piero Timossi, pur rimarcando il significativo debito, continuiamo ad attendere l’esito dell’udienza che ci oppone a Fondiaria Assicurazioni), quanto sull’inarrestabile ascesa di questo strumento anche nell’anno 2001, in termini di numero di contratti (27 casse mutuo contro le 30 concesse nei quattro anni precedenti) e di volumi, dato che l’importo totale del debito residuo, al netto dei prestiti garantiti dalle Piagge, è pari a 316 milioni.

Va peraltro precisato che al dato summenzionato vanno sottratti 106,6 milioni di casse mutuo soccorso garantite da vincolo di quota sociale, cioè senza rischio per mag6; pertanto, il valore finale, 209,4 milioni, rientra nel limite massimo di 250 stabilito nell’assemblea di marzo 2001. Infine, nel 2002 non abbiamo più erogato casse mutuo, ad eccezione di due operazioni presentati dalle Piagge che comunque non entrano nel cumulo del rischio.

Pur in presenza del costante incremento di questa linea di prestiti, abbiamo peraltro mantenuto, e se possibile rafforzato, il principio di rivolgerci a persone in relazione con mag6, diretta o mediata da nostri soci.

Concludo pertanto col solito tormentone: ci sta bene procedere su questa strada?

Ne parliamo all’assemblea.

Francesco

CASSE DI MUTUO SOCCORSO
Anno erog.
Situazione
Debito res.
Referente
1001
BARTOLI BRUNO
1996/1998
Regolare
3,4
Giannina
1002
TIMOSSI GIOVANNI PIERO
1997
Scaduto
34,1
M. Cocco
1003
GRASSI CLAUDIO
1997
Scaduto
6,7
?
1004
GIUFFREDI GIANNA
1997/2001
Regolare
20
Alberto
1005
TONI SILVANO
1997
Estinto
Giannina
1006
FRANZONI CRISTINA
1997
Estinto
GER T.
1007
MATHEUS ROCHA LUIS TARSICIO
1997
Estinto
Barbara
1008
PRETTE MARIA RITA
1998
Regolare
10,7
Renato
1009
LOIR TUYES MARCEL
1998
Estinto
Giannina
1010
CAZZANTI MICHELE
1998
Estinto
Marzia
1011
DARMAN ELENA
1998/2000
Regolare
6
Barbara
1012
MANCINI ANNAMARIA
1999/2001
Regolare
27,6
Cinzia
1013
VICINI DANIELA
1999
Regolare
1,4
Alberto
1014
CORIANI CARLA
1999
Regolare
9,6
M.Cervino
1015
DAL PRA TIZIANA
1999
Estinto
Cinzia
1016
HAMADI LILYA
1999
Regolare
0,3
Cinzia
1017
CASTAGNA ETTORE
2000
Estinto
Renato
1018
SARTORI GIUSEPPE
2000
Sost. regolare
7,6
Alberto
1019
NASI NANDO
2000
Regolare
12,5
Cinzia
1020
GAIANI ALBERTO
2000/2001
Regolare
28,1
Cinzia
1021
CATALANO MAURIZIO
2000
Regolare
0,5
Enrico
1023
D'AMBROSIO GINA
2000
Regolare
3,5
1026
MEDICI VIVELLA
2000
Regolare
9,3
Francesco
1028
BERNARDINI ANDREA
2000
Regolare
11
Enrico
1029
SVELO FRANCESCO
2001
Sost. regolare
21,3
Renato
1030
MORINI GUGLIELMO
2001
Estinto
Giannina
1032
GRILLI RENATO
2001
Sost. regolare
5,4
Francesco
1035
HERRENDORF CORA ETELVINA
2001
Sost .regolare
10,8
Raoul
1036
BRUZZI DANIELE
2001
Regolare
10,7
1039
FORNACCIARI STEFANO
2001
Estinto
Francesco
1040
OLIVEIRA FILHO DURVAL
2001
Regolare
2,1
N.Zanoli
1041
MONTECCHI MAURIZIO
2001
Regolare
10,7
Renato
1042
RIGACCI CLAUDIO
2001
Regolare
8
Enrico
1043
MARCHI MARZIA
2001
Regolare
23,8
Francesco
1046
TERZI CINZIA
2001
Regolare
7,4
Francesco
1047
GIUFFRIDA ROMANO
2001
Regolare
3,8
Giovanna
1048
GUIDI LORIS
2001
Regolare
10,2
F.Vannini
1051
POZZI CLAUDIO
2001
Regolare
5
P.Ermani
1052
BENASSI GIANCARLO
2001
Regolare
4
Maurizio
TOTALE
347,1
(di cui garantiti dalle Piagge)
31,1
(di cui garantiti da quota sociale)
106,6
209,4
(di cui estinti dopo il 31.12.2001)
15,7
193,7
Casse mutuo erogate nell'anno 1996
1
Casse mutuo erogate nell'anno 1997
6
Casse mutuo erogate nell'anno 1998
5
Casse mutuo erogate nell'anno 1999
5
Casse mutuo erogate nell'anno 2000
13
(di cui 4 presentati dalle Piagge)
Casse mutuo erogate nell'anno 2001
27
(di cui 9 presentati dalle Piagge)
TOTALE
57

 

Le Piagge: il percorso di sviluppo del Fondo Etico e Sociale

Cari soci, care socie,

eccoci ad un ulteriore aggiornamento del nostro rapporto con il quartiere Le Piagge di Firenze.

Sembra proprio che questo laboratorio di sperimentazione avviato circa due anni fa stia per trasformarsi in un modello da prendere come soluzione per esperienze di autogestione del denaro a livello locale.

Mentre vi scrivo non riesco a non pensare ai due stati d'animo che mi accompagnano: da una parte l'entusiasmo legato al percorso fatto, dall'altra la preoccupazione per un passaggio delicato, che se troppo incentrato sugli aspetti giuridico-formali, potrebbe allontanare quelle stesse persone che ad oggi, faticosamente, si sono avvicinate a questo cammino di riflessione sul denaro e sulla necessità di un'assunzione di responsabilità diretta nel suo utilizzo.

Molti sono stati i momenti di incontro e confronto, molti i soggetti coinvolti: la Comunità di base Le Piagge, il consiglio di amministrazione della Mag6, Lorenzo e Maria Pia della Mag4 Piemonte, che colgo l'occasione per ringraziare della loro disponibilità veramente preziosa.

Se tutto funzionerà al meglio, il percorso dovrebbe arrivare alla creazione di un meccanismo di raccolta locale attraverso l'apertura di libretti di risparmio (simil Coop). Infatti la legge, nel vietare qualsiasi possibilità di raccolta di risparmio al pubblico a soggetti che non siano banche o società di intermediazione mobiliare, ha lasciato aperta , all'interno di strutture cooperative, la categoria del PRESTITO SOCIALE, che consente la raccolta di risparmio da soci. E' una raccolta che non può essere illimitata - al massimo il triplo del capitale sociale risultante dall'ultimo bilancio approvato - ma che lascia aperte ottime possibilità operative.

Il contenitore giuridico che si prepara ad accogliere questo meccanismo è la Cooperativa sociale Il Cerro, che in sede di costituzione ha provveduto a mettere nel suo statuto tutto ciò che era necessario per rendere possibile l'attivazione del PRESTITO SOCIALE.

Il Cerro è una cooperativa nata all'interno dell'esperienza del quartiere nella quale sono confluiti tutta una serie di progetti che in questi anni si sono sviluppati: la fotocopisteria, l'esperienza di florivivaismo e giardinaggio dell'Oasi del fiore, ecc… Il Cerro ha sede a Villore, nel comune di Vicchio (Firenze), dove nel cuore del Mugello Daniela, Elisabetta, Massimo, Simone e tanti bimbi vi attendono per mostrarvi, oltre alla bellissima marroneta, il loro progetto di vita.

Tramite Il Cerro, nostro socio finanziato, confluirebbe in Mag la raccolta del quartiere che, dietro garanzia, potrebbe essere utilizzata per quei prestiti direttamente indicati da loro.

Insomma vi aspetto in assemblea per continuare ad aggiornarvi, visto che nel frattempo ci saranno altri incontri molto importanti, e raccontarvi altre gioie e dolori di questo laboratorio:

partecipazione, modalità di presa delle decisioni, autonomia, responsabilità, ecc…

Per concludere un auspicio: nell'incontro ultimo che abbiamo fatto a Torino con Lorenzo e Maria Pia per andare a fondo sugli aspetti tecnici era presente anche Fabrizio dell'Associazione Terra Madre di Pontassieve (FI), nostra socia finanziata; spero che i numerosi appunti da lui presi, possano avviare una riflessione all'interno di Terra Madre in primo luogo, e nel Ger Toscana successiva-mente.

Enrico


 
Breve resoconto delle decisioni prese nella Assemblea dei soci della cooperativa tenutasi il 14/04/02 a Reggio Emilia

Questa breve sintesi ha solo il compito di riportare le DECISIONI PRESE durante l’assemblea, senza occuparsi della presentazione delle varie esperienze e del dibattito che ne è scaturito.


 

Durante l’ultima Assemblea dei soci abbiamo affrontato il seguente ordine del giorno:

1.Presentazione dei prestiti sociali erogati;

2. Aggiornamento su Associazione Jelly Bits;

3. Presentazione, discussione e votazione del bilancio consuntivo 2001 della Cooperativa;

4. Varie ed eventuali;

1.Presentazione dei prestiti sociali erogati:vengono presentati i seguenti nuovi prestiti sociali erogati:

112 TAMBORNINI MAURIZIO

Loc. Pizzocorno 64 27050 Ponte Nizza (PV) 0383/542160

Agricoltore ed allevatore biodinamico e produttore di formaggi e prodotti da forno.

Prestito di 15.500 euro per acquistare 20 capre e ridurre il proprio indebitamento bancario, in corso dal 2002.

114 CORIANI CARLA

Via C.Giardino 370 41028 Serramazzoni (MO) 0536/957289

Azienda agricola e agrituristica biologica.

Prestito di 28.400 euro per ristrutturare i locali e migliorare lo spazio per l’ospitalità come fattoria didattica, in corso dal 2002.
 
 
 
 

100 NORO CARLO

Via Valle Fredda 31 00030 Labico (Roma) 06/9511243

Agricoltore biodinamico.

Prestito di 40 milioni per lo sviluppo della produzione di preparati biodinamici per il compostaggio dei terreni, in corso dal 2000.

107 COOPERATIVA ULTIMA SPIAGGIA

C. da Fabbricata 5 87020 Grisolia (CS) 0985/83550

Attività autogestita con lo scopo di creare opportunità occupazionali sul territorio.

Prestito di 50 milioni, successivamente incrementato a 80 milioni, per attrezzare uno stabilimento balneare, in corso dal 2001.

2. Aggiornamento su Associazione Jelly Bits;

Dopo approfondita discussione, in cui emerge la situazione di sostanziale scomparsa della relazione fra Mag6 e Jelly Bits, l'assemblea, all'unanimità, decide l'esclusione da socio dell'Associazione Jelly Bits, in base a quanto previsto dall'articolo 11 dello statuto sociale. L'assemblea decide inoltre di utilizzare il capitale sociale dell'Associazione a copertura del debito residuo non rimborsato a Mag6.
 
 
 
 

3. Presentazione, discussione e votazione del bilancio consuntivo 2001 della Cooperativa;

Dopo approfondita discussione l'assemblea approva il bilancio al 31 dicembre 2001 e la proposta di destinazione dell'utile di Lire 84.520.431 così come proposto da Consiglio di Amministrazione, e specificatamente:

=>L. 16.904.086 (pari al 20%) alla Riserva Legale Indivisibile

=>L. 2.535.613 (pari al 3%) al Fondo Mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione

=>L. 65.000.382 ad aumento gratuito del capitale sociale, in base all’art. 7 legge 59 del 31/01/92

=>L. 80.350 residui alla Riserva Statutaria Indivisibile.

Luca

L’economia del desiderio cresce

Ce l’abbiamo fatta!!!

Siamo riusciti nello scopo che ci eravamo prefissati e, come deliberato in assemblea, nel primo quadrimestre abbiamo erogato prestiti per un importo pari al 100% del capitale raccolto. Abbiamo anche attivato il fido concessoci da Mag4 ed in questo momento stiamo utilizzando anche i loro 25.000 euro, che prima o poi dovremo restituire ;-)

A parte gli scherzi siamo molto contente, perche’ di fatto senza forzature e ricerche spasmodiche, crediamo di fatto di essere diventati interlocutori per molte realta’, che conoscendoci si avvicinano attivando anche un rapporto finanziario.

Tanti ed interessanti i progetti degli ultimi mesi, alcuni dei quali avete avuto modo di conoscere gia’ durante la scorsa assemblea di aprile. Molti nuovi, ma anche molti rifinanziamenti di progetti con i quali la relazione diventa sempre piu’ consistente e ricca.

Ora, grazie a questa rete che con pazienza e lentezza stiamo da anni tessendo, altre richieste ci vengono da persone in relazione con progetti da noi finanziati. Con la cooperativa Riparte di Carpi, ad esempio, vorremmo andare avanti nel finanziamento di un’altra famiglia sinti per rispondere diversamente allo smantellamento del campo nomadi; intorno all’esperienza dei nostri soci di Urupia stanno nascendo altri gruppi autogestionari a Cremona e Trieste che ci hanno chiesto un sostegno; inoltre siamo stati contattati da una cooperativa sociale di Massafra che si ispira all’esperienza della Comunita’ dell’Arca.

Tutte queste realta’ ci hanno scelto, cioe’ non sono andate in cerca di soldi e poi ci hanno incontrato, ma avendo bisogno di denaro, e conoscendoci gia’ prima attraverso altri nostri soci, hanno deciso di rivolgersi a noi. Ma noi in questo momento non possiamo rispondere positivamente: il capitale raccolto e’ tutto impiegato, stiamo controllando e verificando i flussi di cassa, ma abbiamo bisogno di cercare di aumentare la raccolta di capitale sociale.

Arriviamo a presentarvi questa situazione non tanto per una mera operazione di raccolta di capitale sociale, ma soprattutto per rendervi maggiormente consapevoli e partecipi. Conoscendo la situazione, che rispetto alla fine dell’anno si e’ modificata significativamente, ci farebbe piacere coinvolgervi per trovare un modo per soddisfare questi nuovi bisogni.

Contattateci!

Cinzia

Dove vanno a finire i nostri soldi?

la rete dei finanziamenti di Mag6

Pollicino Gnus, che alleghiamo a questo numero di MagInforma, è un giornale e un progetto completamente autonomo ed autogestito, ma è nato e vive in un contesto strettamente legato a Mag6. Da qui l’esigenza di rendere maggiormente visibile questo profondo legame usando queste pagine una volta l’anno per cominciare una "mappatura" dei progetti finanziati dalla cooperativa Mag6.

Se l’obiettivo per Mag6 non è fare solo bei finanziamenti, rispondenti a requisiti minimi di rispetto delle persone e dell’ambiente e di sperimentazione di cambiamento sociale, ma è quello di contribuire a promuovere la crescita di una società conviviale dove le persone ritornino ad essere protagoniste della loro vita, dove si accolgano le diversità, dove si possa scambiare ciò che si sa e si ha, crediamo che Pollicino Gnus possa essere utile a tale fine. Conoscere ci da la possibilità di avvicinarci.

Attraverso questo primo numero sperimentale cercheremo di conoscere meglio quei progetti che offrono la possibilità di ospitare (agriturismi, comuni ed aziende agricole, associazioni culturali, cooperative sociali). Ognuno avrà occasione di presentarsi, stimolando la vostra voglia di conoscerli ed incontrarli personalmente.

La rete è molto eterogenea: dalla possibilità di una accogliente serata a cena a possibili "vacanze" alternative, dove un tempo più lungo è necessario per potersi avvicinare veramente. Come vedrete anche l’impostazione e l’approfondimento delle presentazioni è molto disomogeneo: c’è chi ha pensato di raccontare la propria storia; c’è chi ha presentato quello che fa e le proprie iniziative; c’è chi ha colto l’opportunità per aprire un confronto critico sul senso della propria esperienza e della distanza dai desideri dell’origine; c’è chi non ha potuto/voluto cogliere questo momento di scambio.

Personalmente, curando questo numero, ho vissuto due mesi di sentimenti molto contrastanti. Da un lato ho davvero molto apprezzato gli amici che con molta passione hanno usato queste pagine per raccontare il senso della loro esperienza, della loro storia…Ho in qualche modo accolto le difficoltà di alcuni che non sono riusciti a scrivere da soli (e con i quali ho con piacere collaborato), o il fatto di dover trascrivere quasi tutti i pezzi che mi sono arrivati manoscritti. Ma credo alla fine che sia stato troppo pesante per me la sensazione di "dover tirare per i capelli le cose": telefonate ripetute, accordi su date sempre più posticipate, promesse disattese fino all’ultimo.

So che non è stata cattiva volontà di nessuno, che si va sempre di fretta, e si lavora tutti/e spesso al limite delle nostre energie; ma sono comunque preoccupata. Se il prossimo anno vogliamo continuare questa "mappatura", e non so, parlare ad esempio dei progetti finanziati che si occupano del commercio equo, o di attività culturali, o … dovremo arrivarci così o possiamo cominciare fin da ora a pensarci e confrontarci sul senso che ha per tutti: Mag6, soci finanziati e finanziatori.

Con affetto e passione. Buona lettura e buone vacanze.

Cinzia





IL SASSO NELLO STAGNO

I contributi possono pervenire in sede MAG, telefax 0522/ 45.48.32, posta elettronica: mag6@comune.re.it, all’att.ne di Cinzia Melograno. * E' possibile parlare di identità collettiva o è più realistico discutere di una specie di "federazione di identità soggettive compatibili, simili o affini"? L'impressione è che la ricerca ossessiva di una appartenenza ad una supposta possibile identità collettiva, abbia creato un sacco di equivoci, disastri e ingiustizie, oltre che sconfitte dolori e frustrazioni, soprattutto nel mondo antagonista (il sistema non ha di questi problemi, per lui è necessario essere omologato e uniforme, in questo modo non perde tempo ed è competitivo ed efficiente, non ha principi etici da rispettare e quindi non ha limiti nel raggiungere i propri obiettivi). Mi riferisco alle esperienze di gruppi politici, associazioni, forme di lotta e quant'altro sia relativo all'aggregazione intorno a idee, visioni del mondo, rivoluzioni etc...Tra l'altro all'interno stesso di una soggettività io penso che coesistano, se le si lascia libere di coesistere e di esprimersi, una piccola moltitudine di identità differenti e quindi che la soggettività individuale sia poi una specie di "specchio" della molteplicità esistente in natura. Infatti, anche nella soggettività individuale, quando la si voglia costringere ad una sola identità, più spesso ancora, a un solo ruolo, avvengono lacerazioni e inevitabili dolorosi "omicidi di sé" con conseguenti cadaveri difficili da elaborare come tutte le morti che siano allo stesso tempo inutili ed evitabili. L'identità interiore, essendo più realistica, più vicina (dipende dall'esito dei percorsi personali di costruzione del sé) all'essenza reale dell'essere individuale, può essere profonda e forte, perchè vera e concreta, può affrontare con coraggio naturale la paura della diversità perchè, essendo forte interiormente, non ha paura della destabilizzazione, la considera anzi costruttiva di un vero cambiamento da dentro e non solo esteriore. L'identità esteriore è spesso frutto di un adeguamento necessario ad una illusione di appartenenza, è fragile, perciò è così aggressiva; crede di farsi forte di una uguaglianza che, non esistendo di fatto, rende fragili, insicuri e ansiosi di difendersi, anche attaccando. Non ci si riconosce veramente nel gruppo di uguali e non ci si può davvero riconoscere come soggetto interiore diverso. Perciò, piuttosto che rincorrere l'impossibile progetto di una moltitudine di soggettività che possa totalmente riconoscersi in una supposta identità oggettiva, mi sembra molto più realistico, desiderabile e fattibile, percorrere il sentiero che parte dalla constatazione che veniamo al mondo dallo scontro di contrari che poi si fa incontro nel momento in cui c’è l’inequivocabile riconoscimento del segno opposto e sembra di assistere a una scommessa che la natura fa sul fatto che questo scontro di segni opposti possa produrre incontro concreto come concreto è un corpo...

* Dopo aver ragionato sulla ricerca di una identità collettiva o invece, sul riconoscimento di soggettività che si accompagnino, senza alcun "legame di sangue" dato da cartelli politici, documenti, regole, morali, ideologie etc e che si riconoscano, volta per volta e non una volta per tutte, su e intorno a pratiche (che includano una riflessione capace di coniugare pensiero e gesto), siano esse forme di lotta, costruzioni di alternative possibili in tutti gli ambiti dell'esistenza, progetti specifici, sperimentazioni di percorsi altri...sorge un problema, o meglio, una domanda: cosa sta tra i due estremi? ( il 1° "tutto fa brodo, si può fare tutto con tutti, l'importante sono gli obiettivi non con chi si tenta di raggiungerli etc.." e il 2° "o con noi o contro di noi, o sei così o non fai parte di questo gruppo, o segui queste regole, comportamenti, morali, idee etc, oppure stai dall'altra parte e quindi sei un nemico, uguale a tutti gli altri nemici"). Mi sembra che innanzitutto ci stia una profonda somiglianza: entrambi questi "modi" di stare nel mondo e praticare delle cose non sopportano la critica. Il primo estremo che è quello del "tutto fa brodo", non sopporta la critica perché faticosamente si è costruita, venendo il più delle volte da una esperienza settaria e totalizzante, un'identità da lifting, e sa che basta una fessurina piiiicccola ma piiiiccola per sgretolare tutto il lungo estenuante lavoro di uscire da un mondo di regole esteriori per entrare in un altro più accettabile nel momento contingente. Ad essere onesti bisogna dire che in questo estremo ci stanno anche un sacco di persone vere, e oneste, che, a mio parere si illudono che pacifismo, nonviolenza, apertura mentale, superamento di ideologie monolitiche etc, consistano nel creare un grande calderone dove tutto e tutti possano stare. Penso che la storia abbia smentito questo percorso che porta in sé l’omologazione esattamente come il settarismo di antica memoria di gruppi vari che hanno voluto vivere le grandi ideologie della storia (volendo, spesso, eliminare un re solo per metterne su un altro, e anche questa è una caratteristica che accomuna i due estremi di cui sopra). Perchè o le differenze si mettono in relazione e, mantenendo la propria differenza, trovano un dialogo possibile (che secondo me può stare anche nell'onesto riconoscere che non sempre si può agire o dialogare con tutti...), oppure ogni piccola sfumatura o grossolana caratteristica a cui dovranno rinunciare diventerà un cadaverone o scheletro nell'armadio che puzzerà ma puzzerà da poter solo scappare. Anche questo mi sembra sia sperimentato a sufficienza. Il secondo estremo non sopporta la critica perchè la considera negatività che toglie forza all'idea, che distrae dalla lotta dura senza paura e che fa, naturalmente, il gioco del nemico, quindi chi critica diventa disfattista e nemico ed è da eliminare esattamente come tutti i nemici. Insomma i due estremi sono, a mio parere, due facce della stessa medaglia. Ecco.

* Allora, cosa può significare per la Mag 6, esperienza di finanza critica, sia rispetto ai soci finanziati, che rispetto ai finanziatori, continuare nella sperimentazione di sentieri altri rispetto a questi due estremi, che non siano il compromesso storico, il cattocomunismo e affini? Certo, come ci siamo detti all’incontro sul bilancio sociale, non è obbligando qualcuno a diventare socio. Certo, e questo mi pare scaturito da riflessioni comuni, non sta nell'essere socio, e quindi in un atto formale di adesione, l'essenza della relazione che noi viviamo e desideriamo vivere nelle nostre pratiche. Tra l'altro l'esperienza ci ha ampiamente e anche dolorosamente dimostrato che non è il fatto di essere socio uno spartiacque plausibile tra relazioni significative e relazioni vuote, formali o fraintese. Forse si tratta di individuare e nominare, laddove sia possibile, quei pochi ma buoni fili conduttori che stanno alla base di similitudini che già desideriamo, affinità che già andiamo cercando, accompagnamenti plausibili ai nostri pensieri e alle nostre pratiche che già viviamo, ponendoli con chiarezza inequivocabile, che mi sembra la base più realistica perchè ci sia incontro di differenze. Un buon principio potrebbe essere quello di porre particolare attenzione a non costruire un grande contenitore di tutti ma un luogotempo in cui possa ritrovarsi chi si riconosce in un impegno per un cambiamento che sia ampio ma non indefinito. Ampio sì, perchè le sfumature e le sfaccettature dell'impegno sono davvero tante. Non indefinito perché credo sia importante avere il coraggio e l'onestà di definire non chi e come debba essere l'umano-tipo che possa far parte della mag, ma di riflettere su chi e come davvero non può aver nulla a che vedere con questa esperienza, esplicitando gli esiti di questa riflessione. Questo per salvaguardare la reciproca libertà di chi vuole, non appartenere, non identificarsi, ma riconoscersi in pratiche che non possono essere indistintamente condivise con tutto e tutti, e di chi rischia di trovarsi in una realtà che solo apparentemente è di tutti ma che poi lo pone, inevitabilmente di fronte a contraddizioni irrisolvibili.

Penso sarebbe utile, da un lato chiedere ausilio alla memoria e tenere lì, sul tavolo della riflessione, il libro della nostra storia, dei nostri ricordi, delle motivazioni che ci hanno spinti a nascere, dall'altro, guardarci intorno, confrontarci sul nostro modo attuale di leggere il mondo e il contesto nel quale viviamo oggi.

*"...La Cooperativa intende operare per uscire dalla logica del profitto e dello sfruttamento propri dello sviluppo capitalistico, verso una visione dello sviluppo che tenda ad escludere rapporti di lavoro subalterno e a favorire rapporti di solidarietà e di uguaglianza sociale in un quadro generale di obiezione al sistema vigente. La cooperativa intende sostenere iniziative che promuovano: una imprenditorialità finalizzata non solo allo sviluppo dell'impresa, oggi criterio dominante, ma anche alla crescita umana di coloro che lavorano nell'impresa e dei fruitori dei prodotti che l'impresa produce; l'accesso al lavoro, alla vita sociale, alla fruizione di strumenti o servizi da parte di coloro che oggi il mercato esclude; la riduzione degli impatti ambientali, la tutela del territorio e la "rinnovabilità" delle risorse; l'autogestione intesa come promozione di una più profonda coscienza collettiva che faccia sperimentare un modo partecipativo di organizzarsi nel lavoro e nella vita di gruppo; la solidarietà tra i popoli e tra gli uomini per la costruzione di rapporti basati sulla non violenza, intesa come stile di vita e come metodo di organizzazione della vita sociale, economica e politica." (Articolo 3 dello statuto)

Questo pensavamo e abbiamo conseguentemente scritto nel 1988. Senza alcuna preoccupazione, almeno nel mio ricordo, di escludere qualcuno...forse perché allora ci sembrava più naturale che questi principi fossero condivisi in modo trasversale da ambienti anche molto differenti e che, laddove non fossero condivisi, non si sarebbe posto il problema: ognuno per la sua strada... Forse potrebbe essere interessante riflettere su queste cose scritte 14 anni fa mettendole sul tavolo del nostro attuale sentire, cercando di individuare il nostro sguardo di oggi su questi principi.

Sarebbe importante trovare tempo e modo di discutere che cosa è per noi irrinunciabile ed essenziale e cosa no. Sarebbe poi scontato, in teoria, che una volta fatto questo percorso, le persone che entrino in relazione con la mag 6 ne vengano in modo forte e chiaro messe a conoscenza. Non parlo di firme, né di promesse e nemmeno di dichiarazioni che lascerebbero il tempo che trovano soprattutto se fatte da chi ha bisogno di soldi. Per me non è questo il punto. Una volta che si sia posto in modo chiaro e in tutti i modi possibili e in tutte le occasioni in cui sia possibile, le fondamenta del nostro agire (la mia percezione leggendo e facendo le interviste ai soci per il bilancio sociale, è stata che forse abbiamo chiarito di più alcune cose con le persone che sono venute a chiedere denaro, mentre, con le persone che si sono fatte socie e hanno versato denaro, la comunicazione non sempre sia stata così chiara), sarà un problema di chi verserà o chiederà soldi mettersi in relazione con queste fondamenta, a meno che, non ci siano elementi eclatanti, di incompatibilità da parte nostra. Penso che sia soprattutto una questione di atteggiamento interiore a fare la differenza. E' chiaro che se interiormente viviamo il timore di escludere qualcuno, ogni nostro pensiero e conseguenti parole e gesti potrebbero tendere, anche inconsapevolmente, a misurare le parole in modo che possano andar bene alla maggior quantità possibile di persone, a cercar sempre di mediare ponendoselo come fine e non come mezzo etc... Se saremo tranquilli di quello che siamo e continueremo a pensare e ad agire nella libertà interiore, che è quella essenziale ad ogni altro tipo di libertà, allora non avremo paura di escludere, perchè vivremo il fatto che non tutti possano stare nella stessa esperienza come un dato di fatto naturale, imparando a vivere il conflitto in modo differente piuttosto che ad eliminarlo, creando danni ancor più profondi (ulcere, malattie varie, guerre, ingiustizie etc..).

Penso che i tempi che stiamo vivendo ci abbiano posto alcune questioni:

* pare non esserci più nulla di acquisito o scontato;

* il potere e i soldi sembrano capaci di metter d'accordo tutti, belli e brutti, destre e sinistre, rivoluzionari e riformisti etc;

* sino a che i processi e i prodotti non trovano una sintonia e un'armonia che nasca dall'interiorità di un cambiamento prima ancora o almeno contemporaneamente rispetto alle sue forme esteriori, non potremo contare su qualcosa capace di resistere nel tempo;

* laddove non ci sia chiarezza e trasparenza e coraggio, c'è rumore, ci si confonde, ci si perde e può anche succedere che incontriamo i nostri occhi in uno specchio e non li riconosciamo più...non dev'essere una bella sensazione..e si deve stare attenti perché a volte basta un attimo…;

* la capacità di agire pensieri e riflessioni e non solo semplici azioni, fa la differenza. Ci sono azioni che potrebbe fare l'aderente alla lega così come il più convinto antirazzista.

Dove sta la differenza? Meglio: innanzitutto ci deve essere una differenza? Secondo me ovviamente sì. Anche per offrire la possibilità alle persone di orientarsi e capire dove sono i propri anche solo momentanei compagni di viaggio.

La differenza, appunto, sta nel pensiero e nella riflessione che sta dentro e prima e dopo l'agire delle pratiche e nei modi e nei processi che dal pensiero e dalla riflessione nascono. Ed è bello importante determinante che ci sia. Troppo spesso all'origine delle pratiche arrivano a insediarsi altre cose: abitudini, forza d'inerzia, esteriorità, calcoli politici, semplificazioni e quant'altro. Per noi credo sia determinante questo e debba continuare sempre ad esserlo: aver sempre dentro sopra sotto davanti dietro di fianco i pensieri che sono origine e accompagnamento e utopia concreta del nostro agire. Teniamo presente che, in buona parte, si tratta di mettere in parole chiare, per quanto sia così restrittivo il nostro codice linguistico (useremo i dialetti, i modi di dire, che ne so, i suoni onomatopeici...), quello che già abbiamo sperimentato e che continuiamo a tentar di praticare, a volte riuscendoci, a volte no, ma...è la vita!

giovanna panigadi

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