Sostegno/Accompagnamento alla nascita di nuove MAG

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La ristrutturazione del sistema creditizio italiano avvenuta nei primi anni ’90, decreto legislativo n. 197 del 1991 e legge 385 (nuovo testo unico su banche ed assicurazioni) del gennaio 1994, portò di fatto le Mag esistenti in Italia a dover affrontare nuovi e pesanti vincoli imposti ai soggetti che esercitavano attività finanziaria. Le nuove legislazioni sulle società finanziarie imposero un capitale sociale minimo pari ad un miliardo di vecchie lire, obbligarono all’iscrizione all’albo dell’Ufficio Italiano Cambi, vietarono allo stesso soggetto di effettuare contemporaneamente raccolta di risparmio ed erogazione di prestiti e delimitarono l’oggetto sociale alla sola attività finanziaria. Se è vero che tali cambiamenti portarono le Mag esistenti, salvo qualche eccezione, a sperimentare in concreto il loro radicamento nel territorio e la risposta sociale alla loro proposta ( per Mag 6 fu sicuramente il momento più alto di coinvolgimento e di partecipazione diretta dei soci alla vita della Cooperativa), fu altrettanto chiaro che gli interventi legislativi non avrebbero più consentito la nascita di piccoli gruppi per esperienze di autogestione del denaro a livello locale. In questo contesto nasce per alcune Mag e per alcune organizzazioni di terzo settore presenti in Italia l’esigenza di creare una banca e prima attraverso l’Associazione Verso la Banca Etica, che definisce il progetto per la creazione di una banca “alternativa”, e, successivamente, con la Cooperativa Verso la Banca Etica costituita per la raccolta del capitale sociale necessario (12,5 miliardi di vecchie lire), si arriva, nel marzo 1999, alla costituzione della Banca Popolare Etica.

Per molti, nonostante alcuni spunti di riflessione più critica sollevati prima e dopo la costituzione della Banca Etica ( vedi la lettera aperta di Mag 6 alla Cooperativa Verso la Banca Etica del 2 marzo 1998), il progetto Banca sarebbe stato la naturale evoluzione ed il completamento del progetto Mag. Oggi, anche internamente alla stessa Banca Etica, comincia a diffondersi l’idea di una complementarità dei due progetti e torna fuori la vecchia idea di una Mag in ogni città. Un esempio può essere la lettera di presentazione di un progetto per una Mag a Roma, scritta da alcuni soci fondatori dell’Associazione Verso la Mag Roma: “….la Mag, operando dal basso e coinvolgendo direttamente le persone (beneficiari e depositanti), può costituire un nuovo strumento di lavoro capace di orientare la finanza etica al sostegno dello sviluppo sociale ed eticamente orientato nelle aree più difficili (periferiche) e verso le fasce a maggior rischio di esclusione (immigrati, disoccupati). In sintesi una Mag può promuovere nella città un progetto di sviluppo locale – centrato sullo sviluppo della persona – complementare a quello di Banca Etica…”

Come Mag 6 abbiamo sempre lavorato per sostenere progetti locali intenzionati a capire come creare quelle condizioni necessarie per superare le difficoltà che i vincoli legislativi impongono alla nascita di esperienze simili alla nostra: e così è stato con la Comunità di Base Le Piagge e l’Associazione “Progetto SeMe” di Firenze e la Mag Roma Società Cooperativa di Roma.

Attualmente non abbiamo sufficienti energie per creare nuove condizioni di collaborazione e collaborazione, e continueremo il confronto, lo scambio e l’accompagnamento operativo alle realtà con cui stiamo da anni portando avanti questo cammino.