Microcredito donna

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L’idea di questo progetto nasce nel 2006 dall’incontro tra socie di MAG 6 e volontarie e operatrici dell’Associazione Nondasola, alle quali si sono unite altre donne coinvolte successivamente. Soprattutto chi condivide entrambe le appartenenze, ha sentito con forza il desiderio di valorizzare attraverso un progettocomune le grandi risorse politiche ed umane sperimentate nelle singole organizzazioni:

· MAG 6, cooperativa di finanza critica che mette a disposizione i capitali, raccoglie denaro dai soci per investirlo in attività coerenti coi propri principi sociali e tende alla creazione di una rete di persone, gruppi, imprese che si relazionino in modo equo e solidale.
· l’Associazione Nondasola, gestisce la Casa delle Donne, uno spazio in cui donne in temporanea difficoltà possono trovare ascolto, accoglienza, sostegno, riconoscimento del proprio valore per costruire, attraverso la relazione ed il confronto con altre donne, un percorso di uscita dalla violenza.

Si è pensato di offrire a donne in uscita dalla violenza piccoli prestiti, in grado di facilitarne il reinserimento lavorativo e sociale, e di creare intorno ad ognuna un piccolo “nucleo” di persone in grado di mettere a disposizione tempo, competenze, garanzie, risorse finanziarie. Più specificamente ogni donna che riceve il prestito avrà attorno a sé una o più persone che agiscono un vero e proprio ruolo di sostegno al suo progetto, oltre ad una o più persone (non necessariamente le stesse) che sostengono finanziariamente il prestito offrendo a Mag6 la garanzia fideiussoria prevista.

I rischi connessi alle insolvenze non ricadono dunque, come quasi sempre avviene nelle esperienze di microcredito, su banche o fondazioni bancarie, ma sulle partecipanti al progetto, le quali rischiano personalmente per le fideiussioni sottoscritte. E’ dunque una sperimentazione significativa di “cittadinanza attiva” e di assunzione diretta di responsabilità, anche di carattere finanziario.
Grande importanza viene attribuita ad una relazione significativa tra donna e nucleo, anche se tale rapporto mantiene sempre un carattere di libertà: la relazione non è fine a se stessa ma opportunità e strumento per la progettualità della donna e per il buon andamento del prestito.

Essa differisce molto da caso a caso: si passa da rapporti telefonici e incontri costanti, a contatti intensi in fase iniziale poi sporadici, a contatti e incontri ogni tre/quattro mesi. Se necessario il “nucleo” offre supporti concreti, ad es. nella gestione del bilancio familiare o dei rapporti con le banche, nella ricerca di un’auto usata, nella soluzione di problemi burocratici, nella ricerca del lavoro. Poiché la donna è al centro del nostro progetto, come della metodologia di Nondasola, l’unica regola da osservare ci sembra oggi essere attente ai suoi bisogni in un’ottica di progressiva acquisizione di autonomia. Supportarla senza sostituirsi a lei: questa ci sembra la via da seguire, certamente non semplice per i diversi significati che tempo, denaro, impegno, relazione assumono a seconda delle culture di provenienza e delle differenze individuali.

Il Gruppo Microcredito Donna (15-20 persone) costituisce quindi una rete solidale che, sul territorio, affianca la Casa delle Donne come ulteriore risorsa, più proiettata verso l’esterno, il fuori, il “dopo”. E’ in stretto rapporto con Mag6 e Nondasola ma lavora in autonomia. Al suo interno ogni “nucleo di riferimento”, pur avendo proprie dinamiche e momenti di incontro, è strettamente connesso al gruppo più ampio col quale si confronta e condivide le decisioni più complesse. Da settembre 2014 la fiducia reciproca, frutto di anni di lavoro insieme, ha consentito alle partecipanti a Microcreditodonna di prendere un impegno collettivo per tutte le donne finanziate, sottoscrivendo una garanzia solidale ed illimitata cumulativa per tutti i prestiti erogati in un anno.
Il Comune di Reggio, che ha aperto la Casa e ha voluto affidarne la gestione ad una Associazione di donne, è anch’esso partner del progetto: si è assunto l’onere del pagamento degli interessi passivi sui prestiti integrando a questo scopo la Convenzione già in essere con Nondasola. I prestiti sono dunque a tasso zero,
entro i tempi previsti dal piano iniziale di restituzione.

Gli obiettivi che il progetto si propone sono dunque i seguenti:
1. Consentire a donne in percorsi di uscita dalla violenza di avere a disposizione, in un’ottica di crescente autonomia, prestiti e relazioni interpersonali a supporto del proprio progetto di sviluppo personale e lavorativo, prestiti da restituire secondo tempi e modalità condivise.
2. Stimolare lo sviluppo di rapporti di concreta solidarietà da parte di persone sensibili, da un lato ad un utilizzo critico del denaro, dall’altro al problema della violenza nei confronti del soggetto femminile; persone disponibili ad accompagnare chi riceve il prestito nella realizzazione del progetto cui il prestito è finalizzato.
3. Favorire la sperimentazione nel nostro territorio, in diretta collaborazione col Comune di Reggio, di un “laboratorio di finanza critica”: la risposta a bisogni concreti di soggetti in temporanea difficoltà viene data facendo leva, in primo luogo, su risorse finanziarie ed umane che gruppi di cittadini/e mettono volontariamente a disposizione in una logica solidale e fiduciaria.

Dal giugno del 2006 al settembre 2014 sono stati erogati 18 prestiti, per un capitale totale di Euro 53.500, di cui 9 estinti e 9 ancora attivi, importo minimo 1200 euro e massimo 5.000, importo medio circa 3.000 euro. Non ci sono spese di istruttoria ed il prestito viene erogato sulla base di uno o più colloqui durante i quali si ricostruisce il bilancio familiare e si valutano le possibilità di restituzione (importante anche per salvaguardare l’autostima) nel più ampio contesto della progettualità personale.

Delle diciotto donne finanziate, cinque sono italiane e 13 originarie di altri paesi.
I bisogni cui i prestiti hanno consentito di far fronte sono indicativamente: cauzioni per l’affitto di un appartamento; allacciamenti utenze; traslochi; arredi indispensabili per la casa; spese per il mantenimento dell’abitazione; spese per la gestione dei figli; patente, acquisto di un motorino o una automobile usata; debiti precedenti (spesso contratti dal marito ma intestati alla moglie); spese legali per un proprio avvocato; corsi di formazione professionale; percorsi di psicoterapia.

I tempi di restituzione variano indicativamente dai 22 ai 53 mesi. Ci sono state in qualche caso difficoltà di rientro e ricontrattazione della tempistica iniziale, dovute a perdita del lavoro o a problematiche familiari, mentre altri prestiti sono del tutto regolari. Nessuno di essi ha fino ad ora richiesto l’intervento delle garanti per insolvenza, anche se la crisi economica sempre più grave, la perdita del lavoro e la grande difficoltà ad individuare nuove opportunità rendono alcune situazioni molto problematiche.
Proprio per cercare di far fronte ad una crisi economica sempre più grave abbiamo cominciato a pensare al sostegno di piccoli progetti di impresa che possano costruire posti di lavoro per le donne (Progetto formativo Sartoria gestito da Nondasola) e ad accompagnamenti nella gestione del denaro e del sovraindebitamento anche indipendentemente dalla concessione del prestito. Crescente importanza sta inoltre assumendo lo sviluppo di una rete formale ed informale sul territorio che consenta l’acquisizione di informazioni ed il concreto supporto alla progettualità delle donne (persone di riferimento nei vari ambiti e uffici, scambio di beni e servizi senza l’utilizzo del denaro, vari strumenti di mutualità).